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La profezia di Michael Moore

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“Amici, mi dispiace portarvi cattive notizie….” Il regista Michael Moore non ha mai nascosto la sua antipatia per i Repubblicani e per il suo connazionale miliardario. Eppure, in una lettera ai suoi lettori pubblicata nel suo sito sei mesi prima delle elezioni presidenziali ha predetto la vittoria di Donald Trump fornendo cinque ragioni di questa vittoria, accompagnate da un’accurata analisi.

“…l’estate scorsa….vi ho detto che Donald Trump sarebbe stato il candidato repubblicano alla presidenza. E ora, ecco per voi una notizia ben più terribile e deprimente: Donald J. Trump vincerà a novembre. Questo misero, ignorante e pericoloso clown e sociopatico a tempo pieno sarà il nostro prossimo presidente. Presidente Trump. Forza, dite queste parole, perché le direte per i prossimi quattro anni. PRESIDENTE TRUMP. In vita mia non ho mai sperato così tanto di essere smentito.”

Moore elenca cinque ragioni per la vittoria di Trump.

  1. Aritmetica del Midwest. Trump si concentrerà sui quattro stati dei Grandi Laghi, Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. E proprio questa è stata la sorpresa vincente per Trump. Moore nella sua lettera ha compiuto un’analisi acuta sui motivi che porteranno alla vittoria di Trump in questi stati cruciali, sostenendo che il miliardario americano  ha giustamente puntualizzato che il sostegno di Clinton al trattato commerciale NAFTA [l’accordo di libero scambio fra Stati Uniti, Canada e Messico] ha aiutato a distruggere gli stati industriali del Midwest settentrionale creando malcontento profondo.
  2. L’ultima trincea dei giovani bianchi arrabbiati. Al secondo punto della lista, Moore collocava l’orgoglio dell”uomo bianco’. ” Dopo 240 anni di dominio da parte di uomini, una donna si appresta a prendere il comando. Intollerabile per i bianchi arrabbiati in pericolo. Dopo aver sopportato per otto anni un uomo nero che ci dice cosa fare, ora dovremmo sederci comodi e accettare otto anni di una donna che ci comanda? E poi ci sarebbero otto anni di gay alla casa Bianca? E poi i transgender? E poi agli animali saranno garantiti diritti umani e un c…. di criceto governerà il Paese. Tutto questo deve essere fermato.”
  3. Il Problema Hillary. “Possiamo parlare francamente fra noi? Prima fatemi dire che Hillary mi piace molto e che le sono saltati addosso ingiustamente ma il suo voto per la guerra in Iraq mi ha fatto promettere che mai avrei votato per lei di nuovo. Guardiamoci in faccia: il nostro problema più grande qui non è Trump, è Hillary. E’ estremamente impopolare, quasi il 70 per cento dei votanti pensa che sia disonesta e che di lei non ci si possa fidare. Rappresenta la politica vecchio stile e crede solo nella sua voglia di essere eletta. E’ per questo che un momento lotta contro i matrimoni gay e un momento dopo celebra un matrimonio fra gay. Nessun Democratico e certamente nessun indipendente si sveglierà l’8 novembre eccitato per andare a votare per Hillary, eccitato come quando votarono per Obama o quando Bernie [Sanders] era al ballottaggio nelle primarie. Non c’è entusiasmo.”
  4. Il Voto Depresso di Sanders. “Il problema non è che i seguaci di Sanders non votino per Hillary. Lo faranno. Ma sarà un ‘voto depresso’, vale a dire che l’elettore non porterà cinque votanti al seggio. Un volontario non ha voglia di impegnarsi dieci ore al mese durante la campagna elettorale.” Insomma, i sostenitori di Sanders, anche se pronti a mettere la croce sul nome della candidata democratica, di certo non avrebbero cercato di convincere parenti, amici e conoscenti a seguire il loro esempio. “Scegliere un vecchio bianco, blando, moderato, di centro, come candidato alla vicepresidenza, non è certo la mossa che porterà milioni di persone a votarla. Due donne, una presidente e una vicepresidente, era un’idea eccitante. Ma Hillary si è spaventata e ha cercato di andare sul sicuro. Questo è un esempio di come sta uccidendo il voto dei giovani.”
  5. L’Effetto Jesse Ventura. “Non sottovalutate l’abilità degli elettori di comportarsi da anarchici nell’urna, quando sono soli. E’ una delle poche occasioni  nella società in cui non ci sono telecamere a circuito chiuso, mariti o mogli, bambini, padroni, poliziotti. Non c’è neppure un tempo limite. Puoi starci quanto vuoi nel seggio e nessuno ti può dire niente. Puoi votare per quello che ti dice il partito o anche scrivere Topolino o Paperino. Non ci sono regole. E la rabbia di molti per il sistema politico si indirizzerà per Trump, non perché siano d’accordo con lui o con il suo fanatismo, ma solo perché ‘possono farlo’. Ognuno può dare sfogo alla rabbia e alla voglia di ribellione. O fare una scelta diversa da quella che tutti si aspettano da lui, semplicemente perché può o perché faranno diventar matti mamma e papà. Ricordate il lottatore di wrestling Jesse Ventura? Lo stato del Minnesota è uno dei più vivi nel paese. E anche con gente che ha un senso oscuro di umorismo. Votare per Ventura governatore era la loro versione di uno scherzo, bello e pratico, in un sistema politico malato. Ed è questo che accadrà di nuovo con Trump.”

11.11.2016

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